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	<title>Associazione Lucana Internazionale</title>
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		<title>Associazione Lucana Internazionale</title>
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		<title>COMUNICATO NOSCORIE &#8212;- il sacrificio delle api in Basilicata e dei lucani..</title>
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		<pubDate>Mon, 16 Jan 2012 08:41:05 +0000</pubDate>
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				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[La testimonianza degli apicoltori – in particolare di Ivan Guida, giovane operatore lucano del settore – non è da sottovalutare, soprattutto adesso ed in Basilicata, terra sempre più desertificata ed abbandonata dai suoi già pochi abitanti. Alcuni giorni fa sono state &#8230; <a href="http://associazionelucanainternazionale.wordpress.com/2012/01/16/comunicato-noscorie-il-sacrificio-delle-api-in-basilicata-e-dei-lucani/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=508&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>La testimonianza degli apicoltori – in particolare di Ivan Guida, giovane operatore lucano del settore – non è da sottovalutare, soprattutto adesso ed in Basilicata, terra sempre più desertificata ed abbandonata dai suoi già pochi abitanti. Alcuni giorni fa sono state riportate sulla stampa locale alcune preoccupanti dichiarazioni di Ivan. Il giovane apicoltore ha dichiarato l’intenzione di abbandonare l’attività che svolge nel metapontino e spostarla nelle aree interne o in Calabria per tentare di sopravvivere, lui e le sue api.La sua produzione è diventata impossibile da realizzare poiché le api muoiono a causa della presenza di alcuni fitofarmaci largamente usati nell’agricoltura “convenzionale” (o “integrata”, come vorrebbero farla chiamare adesso …). Sostanze che a detta di chi le produce (e del Ministero della Sanità che ne autorizza l’uso) non dovrebbero lasciare traccia nell’ambiente e che dovrebbero degradarsi a molecole biologicamente inattive.</p>
<p>In realtà molte di queste sostanze (o loro “metaboliti” ovvero loro derivati) mantengono la loro capacità di provocare effetti anche dopo molto tempo e/o dopo che hanno subito trasformazioni (trasformati, appunto, in metaboliti)). Indicatore di questa amara verità è la moria delle api che continua ad interessare da alcuni anni gli alveari che stazionano nel Metapontino. Il laborioso ed insostituibile insetto che oltre a fornirci preziosi alimenti direttamente e permettere a molte piante di produrre e fornirci il cibo di cui abbiamo bisogno per sopravvivere, può essere utilizzato come “sentinella” dello stato dell’ambiente, ovvero per il monitoraggio ambientale (BIOMONITORAGGIO).</p>
<p>Purtroppo in Basilicata i monitoraggi ed i dati ambientali si ritiene che non interessino a nessuno! Sistematicamente omessi o, al più, “aggiustati” a secondo delle necessità. Ed anche in merito ai fitofarmaci e della loro presunta “innocua” presenza nelle acque superficiali e sotterranee, come per i derivati del petrolio o delle attività di Fenice a Lavello, in Basilicata nulla è dato sapere! Analizzando infatti il rapporto specifico dell’ISPRA si scopre che la Basilicata non ha fornito i dati richiesti. Eppure di strutture pubbliche capaci di assolvere al compito ne esiste (o esisteva?) più di qualcuna!</p>
<p>Ed anche i già risicati servizi di assistenza tecnica e di sviluppo agricolo, ad esempio per l’uso razionale dei fitofarmaci o per l’agricoltura biologica (voluti e finanziati fortemente dalla Comunità Europea) sembrano siano condannati alla scomparsa o, almeno, opportunamente dis-attrezzati per incidere poco nella realtà, lasciando gli agricoltori nelle mani di chi vende loro i mezzi tecnici!</p>
<h2>Cordiali Saluti<br />
Felice Santarcangelo</h2>
<h2><strong><em>Gran Consigliere dell&#8217;Asso.Inter.Lucana</em></strong><br />
tel.335/7196709</h2>
<p><a href="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2012/01/ape.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-509" title="ape" src="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2012/01/ape.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p>In allegato</p>
<p><strong>MONITORAGGIO NAZIONALE DEI PESTICIDI NELLE ACQUE. DATI 2007-2008<br />
</strong><strong>RAPPORTO FINALE ISPRA</strong></p>
<p>L’ISPRA realizza il rapporto nazionale sulla presenza di pesticidi nelle acque al fine di fornire su base regolare le informazioni sulla qualità della risorsa idrica in relazione ai rischi di tali sostanze. La realizzazione del rapporto è il risultato di una complessa attività che coinvolge le Regioni e le Agenzie regionali per la protezione dell’ambiente, che effettuano le indagini sul territorio e trasmettono i dati all’ISPRA, che a sua volta svolge un compito di indirizzo tecnico, valutazione delle informazioni. Il rapporto presenta i risultati del monitoraggio nazionale dei pesticidi nelle acque superficiali e sotterrane svolto negli anni 2007 – 2008, oltre a esporre l’evoluzione dello stato dei controlli regionali avvenuta negli anni, e le principali problematiche emerse nelle indagini.</p>
<p>Rispetto al rapporto di sintesi (ISPRA, Rapporti – N. 114/2010), pubblicato nel 2010, il documento tiene conto di dati regionali prima non disponibili e comprende l’appendice “Quadro di riferimento normativo” con l’illustrazione di alcune norme rilevanti per il monitoraggio in questione, in particolare sull’uso sostenibile dei pesticidi, in materia di tutela delle acque, sulle specifiche tecniche per le analisi dello stato chimico delle acque, sui prodotti biocidi. I dati della Basilicata non sono disponibili sia in questo che nel precedente rapporto di sintesi. Fonte: ISPRA. Per visualizzare o scaricare il rapporto vedi qui o vai alla pagina: <a title="http://www.isprambiente.gov.it:80/site/it-IT/Pubblicazioni/Rapporti/Documenti/rapporto_133_2011.html" href="http://www.isprambiente.gov.it/site/it-IT/Pubblicazioni/Rapporti/Documenti/rapporto_133_2011.html" target="_blank"><span style="color:#006600;">http://www.isprambiente.gov.it:80/site/it-IT/Pubblicazioni/Rapporti/Documenti/rapporto_133_2011.html</span></a></p>
<p>Testo introdotto da</p>
<p><strong>Enrico Langone</strong></p>
<p><em><strong>Presidente dell&#8217;Asso.Inter.Lucana</strong></em></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/508/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/508/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/508/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/508/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/508/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/508/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/508/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/508/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/508/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/508/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/508/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/508/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/508/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/508/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=508&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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		<item>
		<title>Francesco Mario Pagano</title>
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		<pubDate>Thu, 12 Jan 2012 18:56:35 +0000</pubDate>
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		<description><![CDATA[Francesco Mario Pagano (Brienza, 8 dicembre 1748 – Napoli, 29 ottobre 1799) è stato un giurista, politico e patriota napolitano, personalità dell&#8217;Illuminismo lucano e personaggio di spicco della Repubblica Partenopea del 1799. Nato a Brienza, piccolo centro della Basilicata, da una famiglia di notai, si trasferì all&#8217;età di dodici anni a Napoli, presso lo zio Nicola, ultimandovi gli studi &#8230; <a href="http://associazionelucanainternazionale.wordpress.com/2012/01/12/francesco-mario-pagano/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=505&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p><strong>Francesco Mario Pagano</strong> (<a title="Brienza" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brienza">Brienza</a>, <a title="8 dicembre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/8_dicembre">8 dicembre</a> <a title="1748" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1748">1748</a> – <a title="Napoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Napoli</a>, <a title="29 ottobre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/29_ottobre">29 ottobre</a> <a title="1799" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1799">1799</a>) è stato un <a title="Giurista" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giurista">giurista</a>, <a title="Politico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Politico">politico</a> e <a title="Patriota" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Patriota">patriota</a> napolitano, personalità dell&#8217;<a title="Illuminismo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Illuminismo">Illuminismo</a> lucano e personaggio di spicco della <a title="Repubblica Partenopea" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Partenopea">Repubblica Partenopea</a> del <a title="1799" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1799">1799</a>.</p>
<p><a href="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2012/01/francesco-mario-pagano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-506" title="Francesco Mario Pagano" src="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2012/01/francesco-mario-pagano.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<div style="text-align:left;">
<p>Nato a <a title="Brienza" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brienza">Brienza</a>, piccolo centro della <a title="Basilicata" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basilicata">Basilicata</a>, da una famiglia di notai, si trasferì all&#8217;età di dodici anni a <a title="Napoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Napoli">Napoli</a>, presso lo zio Nicola, ultimandovi gli studi classici e iscrivendosi alla facoltà giuridica.</p>
<p>Divenne allievo del <a title="Antonio Genovesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Antonio_Genovesi">Genovesi</a> il cui insegnamento fu fondamentale per la sua formazione e fu amico di <a title="Gaetano Filangieri" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gaetano_Filangieri">Gaetano Filangieri</a> con cui condivise l&#8217;iscrizione alla <a title="Massoneria" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Massoneria">massoneria</a>.</p>
<p>Ebbe la cattedra di etica (<a title="1770" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1770">1770</a>), poi quella di diritto criminale (<a title="1785" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1785">1785</a>) all&#8217;<a title="Università degli Studi di Napoli &quot;Federico II&quot;" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Universit%C3%A0_degli_Studi_di_Napoli_%22Federico_II%22">Università di Napoli</a>, distinguendosi come avvocato presso il tribunale dell&#8217;Ammiragliato (di cui diventò poi giudice) nella difesa dei congiurati anti-borbonici della <em>Società Patriottica</em> <a title="Emanuele De Deo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Emanuele_De_Deo">Emanuele De Deo</a>, <a title="Vincenzo Galiani" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Galiani">Vincenzo Galiani</a> e <a title="Vincenzo Vitaliani (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Vincenzo_Vitaliani&amp;action=edit&amp;redlink=1">Vincenzo Vitaliani</a> pur non riuscendo ad evitarne le messa a morte (<a title="1794" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1794">1794</a>).</p>
<p>Tra il <a title="1796" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1796">1796</a> e il <a title="1798" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1798">1798</a> fu incarcerato in seguito ad una denuncia presentata contro di lui da un avvocato condannato per <a title="Corruzione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Corruzione">corruzione</a> che lo aveva accusato di essere un anti-monarchico; liberato, riparò a <a title="Roma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Roma">Roma</a> prima e a <a title="Milano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Milano">Milano</a> poi, facendo ritorno a Napoli il <a title="1º febbraio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1%C2%BA_febbraio">1º febbraio</a> <a title="1799" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1799">1799</a>, divenendo uno dei principali artefici della <a title="Repubblica Partenopea" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Repubblica_Partenopea">Repubblica Partenopea</a>.</p>
<p>Importanti in questo periodo furono i suoi due scritti <em>La legge feudale</em> (in cui si mantiene su posizioni più moderate rispetto a quelle di<a title="Vincenzo Cuoco" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Vincenzo_Cuoco">Vincenzo Cuoco</a>) e il <em>Progetto di Costituzione della Repubblica Napoletana</em> che prevedeva tra l&#8217;altro il decentramento amministrativo della città e che rimase inapplicato a causa della restaurazione borbonica.</p>
<p>Con la caduta della Repubblica, Pagano, dopo aver imbracciato le armi che difesero strenuamente gli ultimi fortilizi della città assediati dalle truppe borboniche, venne messo a morte per impiccagione in Piazza Mercato (<a title="29 ottobre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/29_ottobre">29 ottobre</a> <a title="1799" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1799">1799</a>) assieme ad altri patrioti come <a title="Domenico Cirillo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Domenico_Cirillo">Domenico Cirillo</a>, <a title="Giorgio Pigliacelli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Giorgio_Pigliacelli">Giorgio Pigliacelli</a> e <a title="Ignazio Ciaia" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ignazio_Ciaia">Ignazio Ciaia</a>.</p>
</div>
<div style="text-align:left;"><strong>fonte: Wikipedia</strong></div>
<div style="text-align:left;"></div>
<div style="text-align:left;"><em>per Asso.Inter.Lucana</em></div>
<div style="text-align:left;"><strong>Enrico Langone</strong></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/505/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/505/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/505/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/505/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/505/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/505/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/505/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/505/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=505&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>Lord Gladstone: I Borbone&#8221;La negazione di Dio&#8221;</title>
		<link>http://associazionelucanainternazionale.wordpress.com/2011/12/26/lord-gladstone-i-borbonela-negazione-di-dio/</link>
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		<pubDate>Mon, 26 Dec 2011 11:18:30 +0000</pubDate>
		<dc:creator>associazionelucanainternazionale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Una vera congiura denigratoria, infiltrata in ogni parte perpretata ai danni del Regno delle Due Sicilie, per delegittimare il Regno di Ferdinando II di Borbone, che ben aveva amministrato, e che diede un forte impulso alla riorganizzazione del regno, tanto &#8230; <a href="http://associazionelucanainternazionale.wordpress.com/2011/12/26/lord-gladstone-i-borbonela-negazione-di-dio/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=497&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Una vera congiura denigratoria, infiltrata in ogni parte perpretata ai danni del Regno delle Due Sicilie, per delegittimare il Regno di Ferdinando II di Borbone, che ben aveva amministrato, e che diede un forte impulso alla riorganizzazione del regno, tanto da diventare il più ricco della penisola.</div>
<div>Il governo Inglese fa diffondere in varie ambasciate europee, una lettera del liberale inglese <strong>William Gladstone</strong>,</div>
<div></div>
<div><a href="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2011/12/lord-gladstone.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-498" title="Lord Gladstone" src="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2011/12/lord-gladstone.jpg?w=584" alt=""   /></a></div>
<div style="text-align:center;"><em>Lord Gladstone</em></div>
<div style="text-align:center;"></div>
<div>inviata al ministro degli esteri, Lord Aberdeen di una presunta visita nelle carceri Napoletane nel 1851, nella quale avvisava la violazione di ogni diritto, e le disumane condizioni che erano tenuti i prigionieri, definendo il regime borbonico la <strong>&#8220;negazione di Dio eretta a sistema di governo&#8221;.</strong><br />
Una vergognosa campagna diffamatoria che agiva in malafede, si lanciava nei confronti del Regno, inasprita anche a causa della <strong>questione degli zolfi della Sicilia</strong>, materia prima di notevole importanza per l&#8217;industria civile e militare, di cui gli inglesi avevano il monopolio, ma due compagnie francesi Tayx e Ayard fecero un&#8217;offerta maggiore degli inglesi, che avrebbe portato un maggiore incasso di denaro allo Stato Napoletano.<br />
Questo inasprì talmente l&#8217;Inghilterra da farle mettere in campo la sua flotta, minacciando un bombardamento su Napoli.<br />
Gladstone ammise poi, che non era mai stato in visita in nessun carcere borbonico, e che aveva dato per veduto da lui quello che gli avevano detto, e di aver scritto per incarico di Lord Palmerston.</div>
<div></div>
<div><a href="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2011/12/lord-palmerston.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-499" title="ipalmef001p1" src="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2011/12/lord-palmerston.jpg?w=584" alt=""   /></a></div>
<div style="text-align:center;"> <em>Lord Palmerston</em></div>
<div style="text-align:center;"></div>
<div style="text-align:left;">Un Regno bollato dal marchio infamante, che ben presto si diffuse in tutta Europa, messa in atto da chi <strong>tramava per la caduta dei Borbone</strong>, che invece furono i primi ad avviare la prima riforma carceraria, che prevedeva una commissione che salvaguardava la sicurezza dei prigionieri e la qualità del cibo all&#8217;interno dei carceri.<br />
Il sistema carcerario nel Regno era all&#8217;avanguardia in Europa, mentre diversamente accadde nelle carceri all&#8217;indomani dell&#8217;unità d&#8217;Italia, dove <strong>migliaia di meridionali furono deportati nei &#8220;lager&#8221; del Nord</strong> nelle quali venivano torturati e fatti morire di stenti e di fame.</div>
<div style="text-align:left;">fonte: orgogliosud.com</div>
<div style="text-align:left;"></div>
<div style="text-align:left;"><em>per Asso.Inter.Lucana</em></div>
<div style="text-align:left;"><strong>Enrico Langone</strong></div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/497/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/497/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/497/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/497/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/497/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/497/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/497/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/497/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/497/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/497/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/497/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/497/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/497/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/497/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=497&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Lord Gladstone</media:title>
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			<media:title type="html">ipalmef001p1</media:title>
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	</item>
		<item>
		<title>il piatto preferito dei briganti lucani del 1861: lagane e fagioli</title>
		<link>http://associazionelucanainternazionale.wordpress.com/2011/12/22/il-piatto-preferito-dei-briganti-lucani-del-1861-lagane-e-fagioli/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 23:08:35 +0000</pubDate>
		<dc:creator>associazionelucanainternazionale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Ingredienti per 4 persone: 400 gr di semola di grano duro, 400 gr di fagioli già cotti (o ceci), 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, 2 spicchi d’aglio, 1cucchiaio di peperone secco macinato, peperoncino piccante (facoltativo). Preparate una pasta &#8230; <a href="http://associazionelucanainternazionale.wordpress.com/2011/12/22/il-piatto-preferito-dei-briganti-lucani-del-1861-lagane-e-fagioli/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=493&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<div>Ingredienti per 4 persone:</div>
<p>400 gr di semola di grano duro, 400 gr di fagioli già cotti (o ceci), 4 cucchiai di olio extravergine di oliva, 2 spicchi d’aglio, 1cucchiaio di peperone secco macinato, peperoncino piccante (facoltativo).</p>
<p><a href="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2011/12/lagane-e-fagioli.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-494" title="lagane-e-fagioli" src="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2011/12/lagane-e-fagioli.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<div>
<p>Preparate una pasta fatta con farina, sale e acqua sufficiente ad ottenere un impasto morbido ed elastico (si può fare anche un impasto all’uovo, aggiungendo qualche uovo alla farina). Stendete la pasta in una sfoglia sottile e tagliare delle fettuccine della larghezza di uno, due centimetri e lunghi circa 15 cm. Sbucciate l’aglio, metterlo in una padella con l’olio e il peperoncino tagliato a pezzetti (facoltativo) e fare appassire l’aglio senza lasciarlo colorire. Cuocete in abbondante acqua salata le lagane; scolatele al dente, aggiungete i fagioli e conditele con l’olio e il cucchiaio di peperone macinato. Mescolate e servite subito.</p>
<p>fonte: altrabasilicata.com</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>per Asso.Inter.Lucana</em></p>
<p><strong>Enrico Langone</strong></p>
</div>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/493/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/493/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/493/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/493/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/493/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/493/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/493/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/493/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=493&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">lagane-e-fagioli</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>il castello Berlingieri di Policoro (MT)</title>
		<link>http://associazionelucanainternazionale.wordpress.com/2011/12/22/il-castello-berlingieri-di-policoro-mt/</link>
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		<pubDate>Thu, 22 Dec 2011 10:39:38 +0000</pubDate>
		<dc:creator>associazionelucanainternazionale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Attestato già nel Catalogus Baronum (XII secolo), il castello di Policoro sorge a pochi chilometri dalla costa jonica, su di una motta in posizione dominante non solo sulla modesta borgata di casupole a punta, ma sull’area un tempo ricoperta dall’imponente Bosco Pantano, &#8230; <a href="http://associazionelucanainternazionale.wordpress.com/2011/12/22/il-castello-berlingieri-di-policoro-mt/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=490&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Attestato già nel <em>Catalogus Baronum</em> (XII secolo), il castello di Policoro sorge a pochi chilometri dalla costa jonica, su di una motta in posizione dominante non solo sulla modesta borgata di casupole a punta, ma sull’area un tempo ricoperta dall’imponente Bosco Pantano, ormai ridotto ad un’ombra di quello che fu, specie dopo la bonifica ad opera dell’Ente Riforma degli anni ’50: prima di allora, per la sua estensione, era considerato “seconda foresta d’Italia”.</p>
<p><a href="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2011/12/castello-di-policoro.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-491" title="castello di Policoro" src="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2011/12/castello-di-policoro.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p align="justify"><span style="font-size:medium;">Nel 1232, stando a Riccardo di San Germano, Federico II vi si fermò a radunar le truppe per la spedizione contro i Saraceni di Sicilia.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:medium;">Il territorio di Policoro, assieme al castello, fu poi oggetto della politica di massiccio infeudamento operata dal potere angioino. Dopo alterne vicende (è doveroso menzionare, però, che in alcune carte del XVI secolo la struttura castellare viene ancora annotata quale<em>turris</em>) che ne hanno radicalmente cambiato l’aspetto, è attualmente oggetto di nuovi lavori di ristrutturazione.</span></p>
<p align="justify"><span style="font-size:medium;">Il torrione che si può notare nell’immagine settecentesca fu demolito (i contrafforti residui sono visibili alle spalle della struttura), e con il materiale di risulta furono costruiti nuovi ambienti a scopo abitativo.</span></p>
<p align="justify">fonte: mondimedievali.net</p>
<p align="justify">
<p align="justify"><em>per Asso.Inter.Lucana</em></p>
<p align="justify"><strong>Enrico Langone</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/490/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/490/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/490/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=490&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">castello di Policoro</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>il castello Caracciolo di Brienza (PZ)</title>
		<link>http://associazionelucanainternazionale.wordpress.com/2011/12/21/il-castello-caracciolo-di-brienza-pz/</link>
		<comments>http://associazionelucanainternazionale.wordpress.com/2011/12/21/il-castello-caracciolo-di-brienza-pz/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 20:57:47 +0000</pubDate>
		<dc:creator>associazionelucanainternazionale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il castello Caracciolo è una corona posta sul borgo medievale di Brienza. Una corona preziosa, perché, secondo la leggenda, custodisce il tesoro di donna Bianca, castellanna conturbante e vittima dei pirati saraceni. La storia della fortezza burgentina corre parallela a quella &#8230; <a href="http://associazionelucanainternazionale.wordpress.com/2011/12/21/il-castello-caracciolo-di-brienza-pz/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=486&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il castello Caracciolo è una corona posta sul borgo medievale di Brienza. Una corona preziosa, perché, secondo la leggenda, custodisce il tesoro di <a href="http://tracieloemandarini.blogspot.com/2008/09/brienza-il-castello-caracciolo-e-la.html">donna Bianca</a>, castellanna conturbante e vittima dei pirati saraceni.</p>
<p><a href="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2011/12/castello-caracciolo.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-487" title="Castello Caracciolo" src="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2011/12/castello-caracciolo.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p>La storia della fortezza burgentina corre parallela a quella della Basilicata medievale. Ne tramanda l’origine longobarda, la conquista normanna, il passaggio a <a href="http://basilicata.travel/cultura/?p=653">Federico II</a> eppoi ai d’Angiò. I <a href="http://www.consiglio.basilicata.it/mondo_basilicata/mb06/MB_O6_10_h.pdf">Caracciolo</a>, che la tennero fino al 1857, la acquistarono nel XV secolo e più di altri si prodigarono per la crescita del loro feudo.</p>
<p>Se Domenico Bolognese ambientò in questo <a href="http://basilicata.travel/cultura/?p=653">castello</a> il dramma lirico “Rodolfo da Brienza” (musicato da Achille Pistilli e rappresentato, la prima volta nel 1846, nel Real teatro del fondo di Napoli), oggi il fortilizio, che conserva l’impronta angioina nel mastio cilindrico e nella semitorre circolare situata al centro della cinta muraria fa da sfondo, nei mesi estivi, allo spettacolo <a href="http://www.consiglio.basilicata.it/mondo_basilicata/mb06/MB_O6_10_h.pdf">“Suoni e luci della storia”</a>.</p>
<p>Questa rappresentazione, evento clou dell’estate burgentina, è una carrellata storico-culturale lungo la storia di Brienza e del suo castello (dichiarato ai primi del ‘900 “patrimonio di interesse storico”) dall’anno 1000 ai nostri giorni.</p>
<p>fonte: basilicata.travel</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>per Asso.Inter.Lucana</em></p>
<p><strong>Enrico Langone</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/486/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/486/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/486/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/486/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/486/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/486/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/486/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/486/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/486/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/486/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/486/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/486/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/486/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/486/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=486&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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			<media:title type="html">Castello Caracciolo</media:title>
		</media:content>
	</item>
		<item>
		<title>il castello di Valsinni (MT)</title>
		<link>http://associazionelucanainternazionale.wordpress.com/2011/12/21/il-castello-di-valsinni-mt/</link>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 20:53:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>associazionelucanainternazionale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Castello di Valsinni, in provincia di Matera, dove visse la poetessa petrarchista Isabella Morra, fu edificato presumibilmente su una pre-esistente fortificazione longobarda, nei primi anni dopo il 1000. Nel suo libro «Isabella Morra e Diego Sandoval de Castro» Benedetto Croce cita le origini del maniero &#8230; <a href="http://associazionelucanainternazionale.wordpress.com/2011/12/21/il-castello-di-valsinni-mt/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=481&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Castello di Valsinni</strong>, in <a title="Provincia di Matera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Matera">provincia di Matera</a>, dove visse la poetessa petrarchista <a title="Isabella Morra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Isabella_Morra">Isabella Morra</a>, fu edificato presumibilmente su una pre-esistente fortificazione longobarda, nei primi anni dopo il <a title="1000" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1000">1000</a>.</p>
<p><a href="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2011/12/castello_valsinni.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-482" title="Castello_valsinni" src="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2011/12/castello_valsinni.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p>Nel suo libro «Isabella Morra e Diego Sandoval de Castro» <a title="Benedetto Croce" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Benedetto_Croce">Benedetto Croce</a> cita le origini del maniero facendole risalire ad un <a title="Castrum" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castrum">Castrum</a> Romano posto a difesa dell&#8217;ultima chiusa sul fiume <a title="Sinni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sinni">Sinni</a>, che da quel punto in poi si apre verso il <a title="Mar Jonio" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Mar_Jonio">Mar Jonio</a>. Il Castello deve il suo valore storico e la sua notorietà alla poetessa che vi nacque, intorno al <a title="1520" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1520">1520</a>, e vi fu uccisa dai fratelli a circa 26 anni d’età quando scoprirono la sua relazione con <a title="Diego Sandoval de Castro" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Diego_Sandoval_de_Castro">Diego Sandoval de Castro</a>, barone di <a title="Bollita" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bollita">Bollita</a>.</p>
<p>Il castello con il feudo di Favale (odierna <a title="Valsinni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Valsinni">Valsinni</a>) era pervenuto ai Morra, potente famiglia di origine irpina, attraverso Menocca Vivacqua di <a title="Oriolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Oriolo">Oriolo</a>, agli inizi del <a title="1500" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1500">1500</a>, ed essi ne furono i feudatari, con alterne vicende, per circa 140 anni, fino al <a title="1638" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1638">1638</a>.</p>
<p>Dal <a title="1921" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1921">1921</a> il castello è di proprietà della famiglia Rinaldi.</p>
<p>fonte: Wikipedia</p>
<p><em>per Asso.Inter.Lucana</em></p>
<p><strong>Enrico Langone</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/481/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/481/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/481/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/481/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/481/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/481/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/481/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/481/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=481&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>il castello Tramontano di Matera</title>
		<link>http://associazionelucanainternazionale.wordpress.com/2011/12/21/il-castello-tramontano-di-matera/</link>
		<comments>http://associazionelucanainternazionale.wordpress.com/2011/12/21/il-castello-tramontano-di-matera/#comments</comments>
		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 20:51:00 +0000</pubDate>
		<dc:creator>associazionelucanainternazionale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Castello Tramontano è situato su una collinetta, chiamata collina di Lapillo, sovrastante il centro storico della città di Matera. In stile aragonese, il Castello, con un maschio centrale e due torri laterali rotonde, smerlate e dotate di feritoie, fu fatto costruire a partire dal 1501 dal Conte Gian &#8230; <a href="http://associazionelucanainternazionale.wordpress.com/2011/12/21/il-castello-tramontano-di-matera/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=478&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Castello Tramontano</strong> è situato su una collinetta, chiamata collina di Lapillo, sovrastante il centro storico della città di <a title="Matera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Matera">Matera</a>.</p>
<p><a href="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2011/12/castello_tramontano.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-479" title="Castello_Tramontano" src="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2011/12/castello_tramontano.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p>In stile <a title="Aragonese" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aragonese">aragonese</a>, il Castello, con un <a title="Maschio (architettura)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Maschio_(architettura)">maschio</a> centrale e due torri laterali rotonde, smerlate e dotate di feritoie, fu fatto costruire a partire dal <a title="1501" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1501">1501</a> dal Conte <a title="Gian Carlo Tramontano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gian_Carlo_Tramontano">Gian Carlo Tramontano</a>, feudatario di Matera. Il nuovo Re di Napoli, <a title="Ferdinando II di Napoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ferdinando_II_di_Napoli">Ferdinando II</a>, aveva promesso ai Materani di non cedere più la città ad alcun feudatario, dopo che questa si era già liberata più volte dal giogo feudale pagando diversi riscatti per restare città libera ad autonomo reggimento, cioè dipendente direttamente dalla Corona Reale. Invece il Conte Tramontano, che vantava crediti nei confronti dell&#8217;Erario Reale, chiese ed ottenne la <a title="Conti di Matera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Conti_di_Matera">Contea di Matera</a> nel <a title="1496" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1496">1496</a>.</p>
<p>Il Conte si rese presto inviso ai Materani in quanto con il passare del tempo si riempì di debiti, per far fronte ai quali tassava la popolazione con gravose imposte. Cominciò così la costruzione del Castello, che era situato su una collina dominante la città, al di fuori delle mura cittadine, con lo scopo di controllo &#8220;feudale&#8221; dei terreni circostanti più che di difesa della città stessa. Pare che poi la costruzione avrebbe dovuto comprendere altre torri di difesa, una delle quali è stata rinvenuta sotto la centrale piazza Vittorio Veneto di Matera insieme ad altri ambienti ipogei. Per la costruzione del Castello furono spesi ben 25.000 ducati e ciò andò a gravare ancor di più sulla popolazione.</p>
<p>Fu così che alcuni cittadini, stanchi dei continui soprusi, si riunirono nascosti dietro un masso, che da allora fu chiamato <em>u pizzon&#8217; du mal consigghj</em>, cioè la pietra del mal consiglio, ed organizzarono l&#8217;assassinio. Il <a title="29 dicembre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/29_dicembre">29 dicembre</a> <a title="1514" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1514">1514</a> il Conte, appena uscito dalla Cattedrale, fu assassinato in una via laterale della stessa, che fu successivamente chiamata in modo eloquente<em>Via del Riscatto</em>. Il Castello restò dunque incompiuto.</p>
<p>Dal <a title="2008" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2008">2008</a> è interessato, insieme al parco circostante, da lavori di restauro terminati nel <a title="2011" href="http://it.wikipedia.org/wiki/2011">2011</a>.</p>
<p>fonte: Wikipedia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>per Asso.Inter.Lucana</em></p>
<p><strong>Enrico Langone</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/478/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/478/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/478/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=478&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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	</item>
		<item>
		<title>il castello del Malconsiglio di Miglionico (MT)</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 20:47:54 +0000</pubDate>
		<dc:creator>associazionelucanainternazionale</dc:creator>
				<category><![CDATA[Uncategorized]]></category>

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		<description><![CDATA[Il Castello del Malconsiglio è il castello di Miglionico (Matera), costruito su un colle della città a partire dall&#8217;VIII-IX secolo, in una posizione strategica, noto per aver ospitato nel 1485 la Congiura dei baroni. Ebbe due successivi ampliamenti, il primo nel 1110 ed il secondo nel 1400. Ha la forma di un parallelogramma, &#8230; <a href="http://associazionelucanainternazionale.wordpress.com/2011/12/21/il-castello-del-malconsiglio-di-miglionico-mt/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=474&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>Castello del Malconsiglio</strong> è il <a title="Castello" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castello">castello</a> di <a title="Miglionico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Miglionico">Miglionico</a> (<a title="Provincia di Matera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Matera">Matera</a>), costruito su un colle della città a partire dall&#8217;<a title="VIII secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/VIII_secolo">VIII</a>-<a title="IX secolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/IX_secolo">IX secolo</a>, in una posizione strategica, noto per aver ospitato nel <a title="1485" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1485">1485</a> la <a title="Congiura dei baroni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Congiura_dei_baroni">Congiura dei baroni</a>. Ebbe due successivi ampliamenti, il primo nel <a title="1110" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1110">1110</a> ed il secondo nel <a title="1400" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1400">1400</a>. Ha la forma di un <a title="Parallelogramma" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Parallelogramma">parallelogramma</a>, fiancheggiato da sette <a title="Torrione" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torrione">torrioni</a>, alcuni quadrati (i più antichi), due bitorri e altre circolari, poste ai vertici della costruzione.</p>
<p><a href="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2011/12/castello-del-malconsiglio-di-miglionico.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-475" title="castello del Malconsiglio di Miglionico" src="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2011/12/castello-del-malconsiglio-di-miglionico.jpg?w=584&#038;h=438" alt="" width="584" height="438" /></a></p>
<p>L&#8217;entrata attuale è posta a Nord-Est, mentre quella originaria distrutta dal <a title="Terremoto del 1857 in Basilicata" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Terremoto_del_1857_in_Basilicata">terremoto del 1857</a> era rivolta a Sud. Al suo interno, e precisamente al piano superiore, vi sono l&#8217;<a title="Androceo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Androceo">androceo</a> ed il <a title="Gineceo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Gineceo">gineceo</a>, il<em>Salone del Malconsiglio</em>, dove si tenne la congiura, e la <em>Sala della Stella o degli Spiriti</em>, la parte più bella e segreta del castello, con il soffitto a stella e con degli scrigni dove venivano custoditi i tesori ed i documenti più preziosi.</p>
<p>Appartenne nel tempo al conte Alessandro di <a title="Andria" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Andria">Andria</a>, ai <a title="Sanseverino (famiglia)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sanseverino_(famiglia)">Sanseverino</a> di <a title="Bisignano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bisignano">Bisignano</a>, ad <a title="Ettore Fieramosca" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ettore_Fieramosca">Ettore Fieramosca</a>, ai <a title="Pignatelli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pignatelli">Pignatelli</a>, ai <a title="Caracciolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caracciolo">Caracciolo</a> ed alla famiglia Revertera, duchi di <a title="Salandra" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Salandra">Salandra</a>.</p>
<p><strong><br />
</strong></p>
<h2>Il Castello da roccaforte a residenza</h2>
<p>L&#8217;architettura castellare in <a title="Basilicata" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basilicata">Basilicata</a> è ricca di notevoli complessi per la maggior parte poco conosciuti ed indagati. I manufatti nella maggior parte dei casi portano i segni di notevoli trasformazioni: le originarie roccaforti normanne, le poche fabbriche sveve, i castelli <a title="Angioini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Angioini">angioini</a> e <a title="Aragonesi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Aragonesi">aragonesi</a>, a partire soprattutto dal cinque-seicento, sono quasi tutte trasformate in residenze gentilizie per le grandi famiglie comitali. L&#8217;esistenza di complessi fortificati nel territorio della regione trova riscontri in documenti fin dal secolo IX e X e soprattutto in epoca normanna a partire dalla metà del secolo XI. Spesso il <a title="Toponimo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Toponimo">toponimo</a> degli abitati è preceduto dalla specificazione di castellum o castrum che indica la natura fortificata del luogo e già nell&#8217;ambito del territorio circostante Miglionico molti centri portano questa definizione. Alla fine del sec. X essa è comune a <a title="Tricarico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tricarico">Tricarico</a> e <a title="Tolve" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tolve">Tolve</a> coinvolti in uno scontro con una banda di saraceni insediati nel castrum di <a title="Pietrapertosa" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pietrapertosa">Pietrapertosa</a>; nell&#8217;anno 889 il sito di una proprietà nei pressi del <a title="Bradano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bradano">Bradano</a> appartenente al <a title="Monastero" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Monastero">monastero</a> longobardo di S. Vincenzo al Volturno è indicata come limitrofa al castellum Montis Caveosi e per tutto il trecento il castrum Jugurij indica il sito di un antico borgo fortificato nel territorio di <a title="Pomarico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Pomarico">Pomarico</a>. Dalla seconda metà del secolo XI i due termini, con molta più precisione, indicano esclusivamente i nuclei fortificati mentre per i centri abitati diventa prevalente l&#8217;uso del termine civitas e i nuclei minori sul territorio, che con i centri maggiori costituiscono l&#8217;ossatura del sistema insediativo sviluppatosi e consolidatosi a partire dalla fine del secolo X, sono denominati casali. La costruzione delle più importanti roccaforti normanne nel territorio lucano, il <a title="Castello di Melfi" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castello_di_Melfi">castello di Melfi</a> centro politico della nuova entità statuale, il nucleo originario del castello di Lagopesole, risale alla prima metà del secolo XI ma le tracce di una diffusa presenza di strutture castellari, purtroppo quasi cancellate dalle trasformazioni successive, si rinvengono in tutti gli abitati sedi di importanti famiglie comitali. A <a title="Tricarico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Tricarico">Tricarico</a> è edificata la grande <a title="Torre" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Torre">torre</a> e l&#8217;annesso <a title="Castello" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castello">castello</a> poi trasformato in <a title="Convento francescano (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Convento_francescano&amp;action=edit&amp;redlink=1">convento francescano</a>; altri grandi strutture fortificate sorgono a <a title="Brienza" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Brienza">Brienza</a>, ampliate e restaurate in epoca angioina e infine dai<a title="Caracciolo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Caracciolo">Caracciolo</a> a partire dal secolo XVI; a <a title="Moliterno" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Moliterno">Moliterno</a> il castello è ampliato in epoca angioina e poi completamente ricostruito dai Carafa prima, e dai Pignatelli nel XVI e XVII sec; a <a title="Laurenzana" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Laurenzana">Laurenzana</a> il castello normanno sorge su una imponente rupe e sarà ampliato nel secolo XV dai Dal Balzo e dai <a title="Feudatari" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Feudatari">feudatari</a> successivi, i Poderico e i Filangieri; a <a title="Lavello" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Lavello">Lavello</a> l&#8217;imponente struttura attuale di epoca aragonese sorge su un preesistente edificio normanno mentre a <a title="Montescaglioso" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Montescaglioso">Montescaglioso</a> il castello edificato nei primi decenni del secolo XII è ristrutturato dalla famiglia Cattaneo nel XVII secolo. In <a title="Basilicata" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basilicata">Basilicata</a> un aspetto particolare dell&#8217;architettura castellare è rappresentato dai centri medioevali abbandonati i quali conservano tracce consistenti delle originarie strutture fortificate. Uno dei complessi più imponenti dell&#8217;intera regione è quello di Uggiano a <a title="Ferrandina" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Ferrandina">Ferrandina</a>.</p>
<p>Tra la fine del XIII e gli inizi del XIV secolo si estendono gli interventi sui manufatti esistenti, e soprattutto si attiva una nuova committenza legata all&#8217;affermarsi delle grandi famiglie feudatarie che in ogni paese di <a title="Basilicata" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Basilicata">Basilicata</a> erigono le proprie residenze o ampliano i castelli già esistenti intervenendo spesso anche sulle cinte fortificate degli abitati, ampliate ed allargate. Queste condizioni si affermano e si sviluppano soprattutto nella prima metà del trecento e nel secolo successivo quando la piccola feudalità angioina degli ultimi decenni del duecento è sostituita dalle grandi famiglie legate ai D&#8217;Angiò prima e alla monarchia aragonese dopo. I <a title="Sanseverino" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Sanseverino">Sanseverino</a> edificano castelli e palazzi fortificati a Tricarico, Miglionico e <a title="Marsico" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Marsico">Marsico</a>, i Del Balzo costruiscono il <a title="Castello Aragonese (Venosa)" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castello_Aragonese_(Venosa)">castello di Venosa</a> e restaurano quello di Montescaglioso, la famiglia Tramontano innalza il <a title="Castello Tramontano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castello_Tramontano">Castello Tramontano</a> a <a title="Matera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Matera">Matera</a> e i De Bernardo la fortezza di <a title="Bernalda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bernalda">Bernalda</a>. Se gli impianti insediativi delle strutture normanne sono strettamente correlate al luogo nel senso di assecondare con dislivelli ed un&#8217;apparente disomogeneità delle strutture che si adeguano ai pendii ed alle asperità orografiche, le poche costruzioni federiciane, si rapportano al sito per adeguarlo ad un rigoroso impianto geometrico. La suggestione esercitata dalle fabbriche imperiali sulla committenza successiva è notevole ed è rintracciabile negli impianti a parallelogramma e quadrangolari di alcuni complessi lucani tra cui spicca il castello di Miglionico. Il grande manufatto è edificato sulla sommità di una collina prospiciente il centro storico dal quale probabilmente era separato dal declivo naturale del pendio che chiaramente è stato modificato con terreno di riporto e la costruzione di un terrapieno per consentire il collegamento tra abitato e castello. Il nucleo originario è costituito da tre ali edificate ed assemblate secondo uno schema perfettamente quadrato di cui il quarto lato, rivolto verso l&#8217;abitato non è occupato da edifici ma era certamente definito da una cinta che conteneva l&#8217;ingresso. La struttura ha torri circolari poste agli angoli intervallate da alcune torri quadrate mentre la forma triangolare di un recinto aggiunto sul lato non edificato, all&#8217;interno e all&#8217;esterno del quale si addossano successivi ampliamenti tra cui la chiesa completamente trasformata nel secolo scorso, è determinato dal rapporto con l&#8217;orografia dell&#8217;area. Al piano terra l&#8217;impianto è scandito da una serie di ambienti modulari coperti da volte a crociera mentre al piano superiore la scansione si ripete con coperture a botte a sesto rialzato nel settore meridionale e a crociera costolata nell&#8217;ala nord-occidentale. La presenza delle eleganti e slanciate costolature nell&#8217;area della residenza comitale unitamente ad una monofora tardo-gotica in un ambiente di raccordo, le piccole monofore della cappella, quella sottostante il loggiato secentesco e i due portali ogivali, uno per l&#8217;accesso al piano superiore e l&#8217;altro al pianoterra, confermano la datazione del nucleo originario del complesso ai primi decenni del sec. XIV. Il paramento esterno in pietrame locale in molte parti evidenzia interventi successivi seguiti forse a crolli o determinati da lavori di manutenzione che in alcune aree si presentano come vere e proprie sopraelevazioni che interessano le falde dei tetti la cui orditura è stata modificata: le ipotesi di un ampliamento, nel senso di un sopraelevazione di tutto il complesso, necessitano ovviamente di una verifica approfondita direttamente sulle strutture. L&#8217;area dell&#8217;accesso ha subito notevoli trasformazioni anche in tempi recenti con crolli e demolizioni effettuate subito dopo la vendita dell&#8217;immobile da parte del comune che ne era venuto in possesso dopo le leggi abolitive della feudalità. In questa zona, tra l&#8217;altro, sono presenti alcuni elementi erratici, collocati sull&#8217;edificio adiacente l&#8217;accesso, una costruzione tardo ottocentesca innalzata sui resti delle murature della cinta e nell&#8217;<a title="Archivolto" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Archivolto">archivolto</a> in tufo dell&#8217;ingresso. Una scultura tardo romanica di spoglio rappresentante un leone proviene forse dal portale originario o da qualche altra fabbrica, come anche le mensole trecentesche, analoghe ad alcune esistenti nelle navate della Chiesa Madre che definiscono l&#8217;imposta dell&#8217;attuale portale del <a title="Castello" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Castello">Castello</a> mentre lo stemma del Sanseverino di <a title="Bisignano" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bisignano">Bisignano</a> apposto lateralmente nell&#8217;attuale accesso era collocato sicuramente sull&#8217;ingresso originario. Al lato meridionale più tardi sarà aggiunta un&#8217;altra costruzione, contenente un&#8217;ampia sala oggi divìsa in due ambienti, che determina anche la trasformazione in grande loggiato del corpo immediatamente antistante. Le caratteristiche dell&#8217;edificio, anche se definito da strutture tipiche degli impianti di difesa, sono quelle di un grande complesso la cui funzione è tuttavia legata soprattutto alla residenza di una grande famiglia comitale, elemento che con il passaggio del <a title="Feudo" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Feudo">feudo</a> di Miglionico dal Sanseverino alla famiglia <a title="Revertera (pagina inesistente)" href="http://it.wikipedia.org/w/index.php?title=Revertera&amp;action=edit&amp;redlink=1">Revertera</a> che lo acquista nel <a title="1624" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1624">1624</a>, determina la definitiva trasformazione del castello in residenza baronale. Ai decenni successivi all&#8217;acquisto risale il nuovo sistema distributivo del complesso, organizzato in una prima fase lungo un profondo loggiato addossato al lato settentrionale del cortile che più tardi è arricchito da un serie di archivolti in tufo, e successivamente è prolungato verso gli altri lati del quale quello rivolto a sud è caratterizzato da un porticato coperto a crociera.</p>
<p>fonte: Wikipedia</p>
<p><em>per Asso.Inter.Lucana</em></p>
<p><strong>Enrico Langone</strong></p>
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		<title>il castello di Bernalda (MT)</title>
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		<pubDate>Wed, 21 Dec 2011 20:41:55 +0000</pubDate>
		<dc:creator>associazionelucanainternazionale</dc:creator>
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		<description><![CDATA[Il castello di Bernalda è un momento situato nell&#8217;omonima città, in provincia di Matera. Il castello di Bernalda si trova in una posizione dominante sulla valle del Basento orientato verso sud-ovest. Fu costruito nel 1470 ma recenti scoperte fanno risalire la presenza di una fortificazione già in epoca Normanna e la &#8230; <a href="http://associazionelucanainternazionale.wordpress.com/2011/12/21/il-castello-di-bernalda-mt/">Leggi l'articolo completo <span class="meta-nav">&#8594;</span></a><img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=470&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></description>
			<content:encoded><![CDATA[<p>Il <strong>castello di Bernalda</strong> è un momento situato nell&#8217;<a title="Bernalda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bernalda">omonima città</a>, in <a title="Provincia di Matera" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Provincia_di_Matera">provincia di Matera</a>.</p>
<p><a href="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2011/12/castello_di_bernalda.jpg"><img class="aligncenter size-full wp-image-471" title="Castello_di_Bernalda" src="http://associazionelucanainternazionale.files.wordpress.com/2011/12/castello_di_bernalda.jpg?w=584" alt=""   /></a></p>
<p>Il castello di <a title="Bernalda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bernalda">Bernalda</a> si trova in una posizione dominante sulla <a title="Val Basento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Val_Basento">valle del Basento</a> orientato verso sud-ovest. Fu costruito nel <a title="1470" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1470">1470</a> ma recenti scoperte fanno risalire la presenza di una fortificazione già in epoca <a title="Normanni" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Normanni">Normanna</a> e la forma delle sue torri fa supporre che fosse addirittura di origine <a title="Angioini" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Angioini">Angioina</a>. Il castello attuale è quello fatto erigere da <strong>Bernardino de Bernaudo</strong> segretario di re <a title="Alfonso II di Napoli" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Alfonso_II_di_Napoli">Alfonso II di Napoli</a>. Dal nome del feudatario prenderà il nome l’intera <a title="Bernalda" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Bernalda">città</a>. Nel <a title="1735" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1735">1735</a> vi dimorò <a title="Carlo III di Spagna" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Carlo_III_di_Spagna">Carlo III di Borbone</a>, il quale volle visitare i territori del suo regno, appena acquisito, in seguito alla guerra di secessione polacca.</p>
<p>&nbsp;</p>
<p>Il castello ha una forma quadrangolare ed ha tre torri angolari, questa tipologia architettonica è propria dei castelli costruiti alla fine del <a title="1400" href="http://it.wikipedia.org/wiki/1400">400</a>. Le torri hanno una forma cilindrica con la base più larga in confronto alla sommità. Originariamente la struttura era molto più grande e comprendeva altre torri. Ma con il tempo e con continui aggiustamenti il castello fu molto rimaneggiato nelle dimensioni. Le tre torri rimaste hanno delle fortificazioni rivolte sia all’esterno della struttura che all’interno del castello. Nella parte interna del castello vi sono diversi cunicoli, uno in particolare raggiungeva la <a title="Val Basento" href="http://it.wikipedia.org/wiki/Val_Basento">Val Basento</a> ed era una via di fuga in caso di assedio, a causa della paura di quest’ultimo De Bernaudo fece costruire più di dieci pozzi acquiferi per avere una riserva illimitata d’acqua.</p>
<p>fonte: Wikipedia</p>
<p>&nbsp;</p>
<p><em>per Asso.Inter.Lucana</em></p>
<p><strong>Enrico Langone</strong></p>
<br />  <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gocomments/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/comments/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godelicious/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/delicious/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gofacebook/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/facebook/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gotwitter/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/twitter/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/gostumble/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/stumble/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/godigg/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/digg/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/470/" /></a> <a rel="nofollow" href="http://feeds.wordpress.com/1.0/goreddit/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/470/"><img alt="" border="0" src="http://feeds.wordpress.com/1.0/reddit/associazionelucanainternazionale.wordpress.com/470/" /></a> <img alt="" border="0" src="http://stats.wordpress.com/b.gif?host=associazionelucanainternazionale.wordpress.com&amp;blog=25312235&amp;post=470&amp;subd=associazionelucanainternazionale&amp;ref=&amp;feed=1" width="1" height="1" />]]></content:encoded>
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